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Visualizzazione dei post da marzo, 2025

DAL DANNO AL DONO

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 DAL DANNO AL DONO: dalla mia tesi in PSICO-ONCOLOGIA La Finestra oltre la morte In quest’ultimo paragrafo voglio narrare una storia per me speciale. Tanti anni fa c’era una ragazza di vent’anni e una bambina di dieci. Avevano un rapporto speciale, non di sangue, ma di anime, quando avevano possibilità stavano sempre insieme, la ragazza la portava in giro, giocavano, ridevano, si raccontavano. Un giorno la piccola amica si ammalò, purtroppo non era un’influenza o una varicella, no! Era la leucemia.   Quella parola circa trent’anni fa faceva una paura terribile, si conosceva poco e ciò che si sapeva e che c’erano poche probabilità di superarla. La ragazza era distrutta, ma lo sconvolgimento durò poco perché pensava che la sua piccola preziosa amica dovesse farcela e lei ci sarebbe stata. Il cammino fu lungo e faticoso la bimba si dovette anche allontanare per fare il trapianto, ma loro si sentivano sempre. Poi tornò a casa, stava bene. Tornarono a giocare insieme e ...

Oltre i confini della cura

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  Oltre i confini della Cura Nel nostro lavoro, mantenere i confini è complesso. Soprattutto in psico-oncologia, dove chi hai di fronte – paziente o familiare – non ti ha cercato, non ha scelto di aver bisogno di te. È lì perché, all'improvviso, la sua vita è stata travolta da un uragano, un terremoto, una tempesta. Il cancro La malattia tumorale porta con sé l'odore della paura e della morte, ma anche la forza e l'essenza della vita. Se vuoi essere d'aiuto, non puoi restare immobile, distante, dietro una scrivania o dentro un ruolo ben definito. Devi tendere la mano, esserci con il corpo e con l'anima. Devi far sentire che comprendi davvero quel dolore, che la tua presenza è reale... A volte significa stare in silenzio, altre volte parlare di nulla. Non puoi pensare di stabilire un confine rigido tra te e chi soffre, perché quel padre, quella madre, quella sorella o quel fratello non possono permettersi di analizzare il loro dolore: se lo facessero, ne sarebbero tr...

Per te..

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Per te.. Ti vedo arrossire, incerta di fronte a domande semplici. Cerchi la mia approvazione, ma nel tuo sguardo fiero e orgoglioso presto nasce un sorriso, un'ironia leggera che ti protegge. Mescoli e nascondi, per non farti sorprendere. Poi, all'improvviso, il tuo sguardo impaurito incrocia il mio. Ti sfiora il timore di mostrarti fragile, ma io sono qui. Ci sarò sempre. Ti sosterrò. E lo sai. Lo sento. Eppure provi a proteggermi, come farebbe una madre, custodendo la tua fragilità. Ma io so che anche tu vuoi sentire il mio sostegno, anche quando i tuoi piedi non toccano terra. Grazie, mamma. Angela Militello