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Visualizzazione dei post da maggio, 2025

Per un Padre

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A te, padre coraggioso, che ogni giorno cammini in punta di piedi accanto al dolore, eppure riesci a seminare forza, a tenere accesa una luce anche quando tutto vacilla. In te la speranza ha il volto della tenerezza, lo sguardo della fiducia che non cede, le mani che non smettono di stringere. "La speranza è la cosa con le piume che si posa sull’anima e canta la melodia senza parole, e non smette mai." – Emily Dickinson Tu sei quel canto. Angela Militello   
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  Ci sono persone che hanno il sole dentro di loro.  È difficile da spiegare.  La loro presenza semplicemente illumina il tuo mondo.  Non si tratta di bei sorrisi. Hanno un essere interiore che brilla molto e sembra il sole d'inverno.  È un'energia tranquilla, una pace interiore.  Ma la cosa più importante è che non vogliono nulla in cambio.  Come il sole. (Serdar Özkan) Immagine: Dipinto di Vincent van Gogh

PRENDERSI CURA DI CHI CURA

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  Prendersi cura di chi cura Chi si prende cura degli altri, ogni giorno, mette in gioco il proprio corpo, la propria mente, il proprio cuore. Lo fa con dedizione, con generosità, spesso in silenzio. Ma la cura, per restare viva e autentica, ha bisogno di essere nutrita. E chi cura ha bisogno, a sua volta, di essere accolto, sostenuto, ascoltato. Prendersi cura di chi cura non è un gesto accessorio, ma un atto essenziale. È un modo per preservare l’umanità nella relazione, per evitare che la fatica svuoti il senso, per ridare fiato a chi è stanco, speranza a chi rischia di spegnersi, presenza a chi ha imparato a “funzionare” invece di sentire. Lo vedo ogni giorno nel mio lavoro. Lo sento sulla pelle, nei sorrisi e nei silenzi. Per questo ho imparato – e continuo a imparare – che la cura è un cerchio, non una linea. E che dentro quel cerchio dobbiamo starci anche noi, curanti. Le parole di altri, che hanno attraversato e compreso questo stesso sentiero, mi accompagnano come...

A mia madre🫂

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A mia madre Sei stata la prima amica, complice silenziosa dei miei giorni, abbraccio che sa quando stringere e quando, con coraggio, lasciare andare. Hai camminato accanto a me con la forza di chi conosce il dolore e non lo teme, con la dolcezza di chi sa che la fragilità è una forma d’amore. Sensibile, testarda, anima libera e piena, hai colorato la mia vita con gesti semplici e presenze discrete. Abbiamo discusso, sì, ma ogni parola aveva radici profonde, e ogni scontro è stato ponte verso un amore che non conosce confini. Nel buio sei stata luce, nelle tempeste, rifugio, e nelle gioie, la risata più vera. Siamo state – siamo – due donne che si tengono, sostegno l’una dell’altra, nella vita, nei sogni, nell’invisibile legame che il tempo non spezza. Grazie mamma, per esserci sempre stata, come solo tu sai fare: con amore, silenzio e una forza che insegna a vivere Angela Militello