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RESTARE NEL DOLORE. LA cura che non si vede.

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Restare nel dolore. La cura che non si vede Ci sono esperienze che non possono essere spiegate, solo attraversate. E ci sono parole che non nascono per raccontare, ma per restituire senso a ciò che, altrimenti, resterebbe frammento. La medicina narrativa, per me, è questo spazio: un luogo in cui il vissuto prende forma, in cui il dolore può essere accolto senza essere corretto, in cui la relazione diventa cura, anche quando non può guarire. Questo è un frammento di quel luogo. Riesco a scrivere solo ora. Ci sono giorni in cui le parole non arrivano subito. Hanno bisogno di tempo per attraversare il corpo, per sedimentarsi, per trovare una forma che non tradisca ciò che è stato vissuto. Qualche giorno fa è arrivata una conferma che, in fondo, era già presente tra le righe del tempo. Eppure, anche quando sai, ci sono verità che restano difficili da ascoltare. E ancora più difficili da pronunciare ad alta voce. Quel pomeriggio qualcuno aveva bisogno di parlare. E io sapevo di dover essere...

Bellezza e Paura

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Guardo e riguardo. Le immagini non smettono di parlare, anche quando chiudo gli occhi. Vedo ferite, dolore, paura. Ma vedo anche bellezza. La bellezza del mare : maestoso, magnetico, superbo. Un mare che avanza , invade la terra, come in una guerra antica, primordiale. La terra resiste, prova a restare Il mare vuole portare via. E porta via. Porta con sé pezzi di memoria, frammenti di vita, storie sedimentate nel tempo. Non distrugge soltanto: restituisce lacrime, smarrimento, silenzi. E poi, dopo la tempesta , resta lì. Calmo. Immobile. Quasi innocente. E noi lo guardiamo ancora. Lo amiamo di nuovo. Perché nessun isolano riesce davvero a odiare il mare. Il mare è origine e perdita, carezza e strappo. Ci toglie. Ci restituisce. E in questo movimento continuo, impariamo – ancora una volta – quanto la bellezza possa far paura e quanto la paura non riesca mai a cancellare l’amore.  Angela Militello

Accompagnare

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 Accompagnare… È come una danza . Devo cercare di tenere il tuo passo, rimanendo me. Se acceleri, accelero. Se rallenti, rallento. E se diventa troppo, posso provare a mostrartelo, con delicatezza. Sono accanto. Non dietro, non davanti. Guidare non è condurre. È provare a tenere un lume acceso: non per indicare la strada, ma per farti vedere che una piccola luce c’è. È sentire il tuo respiro e cercare di sintonizzarsi. Non sarà mai lo stesso respiro, ma possiamo provare a farlo insieme. Accompagnare significa non lasciare soli. Rispettare i tempi, i toni. Quando si deve attraversare una tempesta – perché non c’è scelta – nessuno può dirti cosa devi o non devi fare. Può solo stare accanto e provare a farti intravedere che, anche dentro il buio, un colore può esserci. E che forse, un giorno, lo ritroverai anche fuori. Dobbiamo tenere la distanza? Distanza da cosa? Come pensi di attraversare con me l’ inferno della tempesta se vuoi restare distante, se hai paura di abbracciarmi, di s...

Comunicare una cattiva Notizia

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 Comunicare una cattiva notizia È sempre difficile. Chi deve comunicare si sente portatore — o a volte addirittura causa — di un dolore, anche se in realtà non è così. Nel mio lavoro mi è capitato spesso di trovarmi davanti a questo momento: a volte come testimone di notizie difficili, altre volte come voce che deve pronunciare. Quel peso ti attraversa. È dolore, è fatica. Allora cerchi le parole migliori che esistano: per dire la verità, ma senza togliere la speranza. Cerchi soprattutto di esserci — di ascoltare, di guardare, di accogliere. Guai a sfuggire lo sguardo. Guai a sfuggire la responsabilità di restare, anche se questo significa essere il primo bersaglio di quella spada che urla aiuto e sofferenza. Credo sia una delle cose più difficili, non solo per un medico o uno psicologo, ma per ogni essere umano: stare ed esserci. E forse è proprio lì, in quel silenzio condiviso, che nasce la forma più autentica di cura: non nelle parole perfette, ma nella presenza che non scappa, ...

Definisca Bambino

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  Definisca bambino Bambino sei Tu,  Sii, semplicemente tu, solo qualche anno fa, Non ricordi?  Non hai memoria del tuo bambino? Fatti aiutare allora ... Forse può aiutarti vedere tuo figlio, nipote .. Oppure fatti aiutare da un esperto,  Ma è urgente che ritrovi quel bambino, Che lo ascolti.. Lo guardi, Scoprirai un sacco di cose sai.. Scoprirai che all' inizio non potevi  " esistere" senza la tua mamma,  Scoprirai che quando mamma o papà si allontanavano, ti sentivi abbandonato perché non avevi l' idea del tempo che passava ... Eri fragile, vulnerabile, non comprendevi tante cose, ma Sentivi tutto,  avevi bisogno per segnare la tua esistenza nel mondo dell' amore e sicurezza dei tuoi genitori, ma anche di giocare libero e sicuro, dei compagni, della scuola... Sii scoprirai che per te giocare era fondamentale come il cibo per nutrirsi,  Scoprirai che sentivi il dolore, la paura, la rabbia tutte le emozioni che penso tu conosca o forse no? .. Ma n...

LEGAMI

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    Legami ..  Ci sono fili invisibili che nessuna distanza può spezzare, radici che ci tengono uniti anche quando il vento ci scuote. Abbiamo condiviso sguardi e silenzi, giorni di luce e giorni pesanti, e in ognuno di noi c’è un frammento dell’altro. Non importa se a volte inciampiamo in parole dure o in silenzi ostinati: restiamo parte della stessa storia, capitoli diversi dello stesso libro. E se il tempo corre e la vita ci porta lontano, so che nel cuore avremo sempre una casa: noi . Angela Militello

La Speranza Disarmante

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  La Speranza Disarmante Oggi mi hai lasciato senza parole. Come fai a non perdere la tua leggerezza, la tua gentilezza, la tua delicata presenza? Chiedi scusa per la tua rabbia, una rabbia consapevole, lucida, perché sai. La scienza lo dice. Lo sai anche tu, eppure... Tu voli più in alto. Sopra ogni diagnosi, sopra ogni paura, sulle ali dell’amore. Tu sei speranza, anche quando il mondo sembra dire il contrario. E io resto disarmata, piccola davanti a te. Ma se vuoi che io ci sia, io ci sarò. Con tutto il rispetto e la cura che meriti. Angela Militello  Sempre.