Comunicare una cattiva Notizia
Comunicare una cattiva notizia È sempre difficile. Chi deve comunicare si sente portatore — o a volte addirittura causa — di un dolore, anche se in realtà non è così. Nel mio lavoro mi è capitato spesso di trovarmi davanti a questo momento: a volte come testimone di notizie difficili, altre volte come voce che deve pronunciare. Quel peso ti attraversa. È dolore, è fatica. Allora cerchi le parole migliori che esistano: per dire la verità, ma senza togliere la speranza. Cerchi soprattutto di esserci — di ascoltare, di guardare, di accogliere. Guai a sfuggire lo sguardo. Guai a sfuggire la responsabilità di restare, anche se questo significa essere il primo bersaglio di quella spada che urla aiuto e sofferenza. Credo sia una delle cose più difficili, non solo per un medico o uno psicologo, ma per ogni essere umano: stare ed esserci. E forse è proprio lì, in quel silenzio condiviso, che nasce la forma più autentica di cura: non nelle parole perfette, ma nella presenza che non scappa, ...